ABOUT

 

 FORMAZIONE

    • 2021/22. Assistente allo studio dell’artista Giulia Cenci (in corso).
    • 2021. Cofondatore dello spazio “Sottofondo” ad Arezzo.
    • Febbraio 2021. Diploma biennio specialistico in Pittura e Arti Visive, Prof. Luca Caccioni, Accademia Clementina Bologna, votazione 110/110 e lode
    • 2019. Assistente per progetto con l’artista Luca Bertolo.
    • Ottobre 2018. Diploma triennale in Pittura, Prof. Luca Bertolo, Accademia Clementina Bologna, votazione 110/110
    • Da Febbraio a Luglio 2017 progetto erasmus Bucuresti UNARTE, Romania.

 MOSTRE PERSONALI

    • 2021, Da solo, Sottofondo studio, Arezzo (AR), a cura di Elena Castiglia.
    • 2020, Pance di Pietra, sala della terra, centro di cultura Paolo Guidotti, Castiglione dei Pepoli (BO), a cura di Federica Fiumelli.

 MOSTRE COLLETTIVE

    • 2019, Assenza presenza, mostra collettiva presso palazzo Malmignati, Rovigo, a cura di Giorgia Bergantin.
    • 2019, La natura delle cose, mostra collettiva presso il Museo Temporaneo Navile, Bologna, a cura di Luca Caccioni.
    • 2019, RESTITUIT, mostra collettiva presso la Fondazione Zucchelli, Bologna, a cura di Rebecca Ardizzoni.
    • 2018, HERE3, mostra collettiva presso cavallerizza reale, Torino.

 PREMI

    • 2021, Premio Utopie di bellezza, finalista.
    • 2021, Premio Nocivelli, finalista sezione scultura.
    • 2020, Premio Combat, artista segnalato dalla giuria, sezione scultura/installazione.
    • 2019, Premio Zucchelli, vincitore della borsa di studio.
    • 2019, PNA, premio nazionale delle arti presso accademia Albertina, Torino.

 

Jacopo Naccarato, Arezzo, 1995.

“L’ultima di queste storie narra di una volpe che insegna al lupo a cacciare i salmoni. Dopo aver portato il lupo fino a una crepa nel ghiaccio, la volpe gli dice di immergere la coda nell’acqua e di aspettare fino a quando non sentirà un salmone abboccare. Ma il lupo rimane lì con la coda infilata nella crepa finché il ghiaccio la blocca, e per liberarsi deve strapparne la metà. Infuriato per l’inganno, si mette subito sulle tracce della volpe[…]. Quando la volpe vede arrivare il lupo, si mette una foglia di salice davanti agli occhi, sbattendo le palpebre alla luce. Il lupo non la riconosce e chiede se ha visto la volpe colpevole di avergli fatto perdere metà della coda. No, risponde la volpe[…]. Il lupo ci casca e continua a inseguire le tracce di un’altra volpe. […] Alla fine della storia, Rasmussen non può fare a meno di chiedere che cosa significa: la fine gli sembra semplicemente «strana». Ma noi non pretendiamo che le nostre storie abbiano sempre un senso, gli risponde “La foca”, purché siano divertenti. «Solo gli uomini bianchi vogliono che tutto abbia un senso e una spiegazione, perciò i nostri vecchi dicono che dobbiamo trattare gli uomini bianchi come bambini, perché vogliono che sia sempre fatta la loro volontà. Se non è così, si irritano e gridano.»” (Knud Rasmussen)

Certe volte non sono le risposte che voglio cercare ma piuttosto delle giuste domande. Nella mia ricerca provo sempre a muovere dei dubbi e a ribaltare le mie certezze. Sono interessato alla figura dell’individuo in quanto unico, differente e sbagliato, la sua stortura è il carattere della sua identità. L’assenza di un senso non è incomprensione, l’enigma è il linguaggio della sapienza, la sorpresa è un’emozione. Cerco di muovermi in territori che non vanno spiegati, ma piuttosto solo vissuti. Con i miei oggetti e con le mie pitture tento un approccio intuitivo nella speranza della comparsa di nuove forme e nuovi soggetti.

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